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BIOGRAFIA

 

Sono nato a Milano, lunedì 12 febbraio 1973.

L’infanzia trascorsa tra la Liguria, a casa dei nonni, e Milano San Felice, quartiere residenziale nei pressi dell’aeroporto di Linate, progetto avveniristico dell’Arch. Caccia Dominioni. Sepolto nel verde, con asili, scuole medie e licei, più lo sporting-club dove le mamme giocano a bridge e i papà a tennis. Mia madre professoressa di francese, mio padre dirigente della Metro SpA (grande distribuzione). Una sorella minore, Laura. A San Felice ho frequentato il Liceo Scientifico Niccolò Macchiavelli.

 

Sono bastati i primi anni di vita per iniziare a soffrire un’intensa carenza di senso rispetto alla vita che mi veniva proposta dalla famiglia e dalla società. Paure e un sacco di domande senza risposte: chi sono, cosa faccio qui, dove vado. Per dire come il tema “esistenziale” mi abbia perseguitato già in giovane età. Speravo, con il trascorrere del tempo e l’adempimento degli obblighi, che la tensione sarebbe svanita o quantomeno si sarebbe attenuata. Non è andata così.

 

Mi sono iscritto a scienze politiche (Università degli Studi di Milano) dove mi sono laureato con una tesi sui Templari, i ricordi un po’ annebbiati delle aule dove si fumava discutendo dei problemi del mondo.

Nel frattempo mio padre era morto per sua scelta. Un uomo che aveva assolto tutti gli obblighi, famiglia, carriera, rispettabilità, ecc., era finito disperato. Ovviamente questo fatto stimolò ulteriormente la necessità di risposte alternative. Nel frattempo, per diversi anni, tre volte la settimana, ero in seduta dal Prof. Antonio Marigliano, freudiano ortodosso. Di quella lunga esperienza ricordo solo la mia voce. Insomma, la ricerca non sembrava destinata al successo, la fine di mio padre aleggiava come un’ipoteca sul futuro.

 

Probabilmente la vita benevola accettò la mia confusione come preghiera, nel ’98 / ’99 ho incontrato le risposte che cercavo in un uomo: Antonio Meneghetti.

Antonio Meneghetti è stato il mio maestro, so che il termine oggi può sembrare fuori moda e non cercherò di spiegarlo, è un’esperienza che appartiene alla soggettività e si estrinseca nell’interazione. Nessuna teoria può contenerla. Per semplificare posso dire, parafrasando Sant’Agostino, che la verità è nell’uomo e non nel messaggio. E’ iniziata così, mi sono immerso nella ricerca interiore per i quindici anni della mia formazione, anni intensi di un cammino originale per i nostri tempi. Ho vissuto in parti diverse di questo meraviglioso mondo (Brasile, Russia, Asia) indagando i fondamenti della personalità, li ho trovati inadeguati a sostenere la realizzazione di una vita felice. Il messaggio di Antonio Meneghetti si ritrova identico in tutte le grandi tradizioni iniziatico-metafisiche (René Guénon). Purtroppo oggi, per sopraggiunta decadenza dei tempi, il mondo propone la strada dell’oggetto e non quella del soggetto. Nel 2005 mi sono specializzato in Psicologia presso l’Università Statale di San Pietroburgo, con una tesi basata sul caso di Dora (Freud) riletto con la tecnica di Meneghetti.

 

Nel 2007 ho aperto una galleria laboratorio a Milano in via Savona 45, ho lavorato sulla mia proposta artistica e su un metodo nuovo, sia nella forma che nel contenuto. Quest’anno ho inaugurato una galleria a Lugano in via Nassa 52.

Le nubi di inizio vita si sono diradate.

La mia idea riguarda l’uomo più che i vari oggetti-effetti del suo fare, penso che, oltre il percorso esistenziale, l’essere umano sia chiamato ad un orizzonte metafisico. Un’infinità di uomini lo hanno cercato. Il messaggio non è nuovo, ma penso che necessiti di nuove forme per essere comunicato. La mia vita è un piccolo tentativo di contribuire a segnalare questa strada.