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PROGETTO

 

Purtroppo, per sopraggiunta decadenza dei tempi, il mondo oggi propone la strada dell’oggetto e non quella del soggetto. Questo nonostante i più grandi fisici del ‘900, Niels Bohr e soprattutto Werner Heisenberg e Wolfgang Pauli, abbiano, con la loro meccanica quantistica, dimostrato che il tentativo di oggettivare il mondo rappresenta una visione infantile delle cose. Dal momento che il reale ha un carattere comunque soggettivo.

Scienza e tecnica ci hanno consentito di governare le forze della natura, ma nello stesso tempo hanno impoverito la nostra interiorità. Progresso esteriore, regressione interiore. L’immaginazione, da sempre fonte di grandi imprese umane, è stata appaltata al computer, oggi un’immagine standard educa la nostra fantasia dal di fuori.

Le immagini sono un linguaggio, ogni immagine o segno sottende un significato al quale si riferisce. Anche la matematica è un’immagine e, nel caso delle particelle elementari, sono le equazioni differenziali che ci permettono di prevedere il comportamento della materia. Gli atomi non sono oggetti nel senso intuitivo della nostra esperienza quotidiana. La nostra lingua e le nostre percezioni sono costruite su un concetto di tempo e spazio non corrispondente del tutto alla realtà. Un’immagine visiva esprime sempre più contenuto di un simbolo linguistico (anche il simbolo linguistico è un’immagine).

 

In questo senso io credo che non si possa mai parlare di arte informale, qualsiasi forma (immagine) anche se non consueta rispetto alla nostra percezione implica un preciso significato. Il fatto che sia difficile decifrarlo non significa che non lo abbia, forse la carenza è nel codice di lettura.

La mia arte, preferisco dire le mie immagini dal momento che oggi è difficile definire un criterio chiaro per dire ciò che è arte, rappresentano il tentativo di accedere e decifrare regioni del reale più profonde, più vicine al luogo dove il progetto vita è forma che struttura l’energia. L’accesso diretto non è consentito, così come abbiamo bisogno della matematica per indagare le forme dell’energia, dobbiamo usare altre allegorie o simboli (arte) per indagare le forme della vita nel soggetto (uomo).

 

«Qui esiste ancora un potere superiore che, non influenzato dai nostri desideri, decide in ultima istanza e determina i valori. Al centro stanno qui, così mi sembra, quelle regioni della scienza pura, in cui non è più questione di applicazioni pratiche, in cui piuttosto, se così mi posso esprimere, il pensiero puro va in traccia delle armonie segrete dell’universo. Questo recesso più intimo, in cui la scienza e l’arte possono appena esser distinte, è forse, per l’umanità d’oggi, il luogo in cui essa incontra la verità pura, non più velata da ideologie e desideri umani. Si può certamente obiettare che questa regione è preclusa alla gran massa degli uomini e che perciò essa può avere uno scarso significato per il loro modo di pensare. Ma la gran massa degli uomini non ha avuto mai, nemmeno nei tempi più antichi, l’accesso immediato a quella regione centrale, e forse è sufficiente che essa sappia anche oggi che quella porta non è aperta a tutti, ma che al di là di essa non esiste inganno, che proprio là esiste una potenza superiore, e che è essa che decide e non noi. Nei tempi passati gli uomini hanno potuto parlare in vari modi di questa regione centrale. S’è fatto uso di concetti come “i sensi” o “Dio”, o se ne è parlato con allegorie o con armonie o con figure. Anche oggi molte vie conducono a questo centro e la scienza è solo una di esse. Ma forse al tempo nostro non esiste un linguaggio generalmente adottato con cui si possa parlare a tutti di questa regione ed essere compresi; perciò a molti di essa non è più visibile. Ma essa esiste come in tutti i tempi passati, e l’ordine dell’universo può provenire solo da essa e dagli uomini a cui è consentito di gettarvi uno sguardo.» (Werner Heisenberg).

 

L’immagine per me è la strada che porta alla riscoperta del reale.

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