IMMAGINI DI UNA FINE E DI UN INIZIO - 21 Aprile 9 Maggio 2016 Triennale di Milano

 

Sotto l’andirivieni dei fenomeni esistono strutture portanti, o forme progetto, che definiscono il ripetersi degli eventi e delle epoche storiche. La scienza, la tecnica e più in generale tutti gli sforzi compiuti dall’uomo dentro la coscienza, possono indagare tutt’al più gli effetti dei fenomeni, ma mai riferirsi alle cause, rimanendo prigionieri come Sisifo di uno sforzo destinato a non essere mai soddisfatto.

 

Da sempre esiste un’altra via, che porta all’indagine della vita dentro l’uomo e ha come oggetto l’essere invece dell’avere.

 

Dobbiamo avere il coraggio di dire che la malattia del mondo oggi è l’uomo, o meglio, la visione che l’uomo ha della sua relazione con il mondo e quindi di se stesso. E’ necessaria una crisi profonda, è necessario che le tensioni che agitano il nostro tempo si sfoghino e fungano da stimolo doloroso per ricostruire una visione nuova dell’uomo, della sua relazione con il progetto della vita e che questa visione possa diventare la base per una nuova società. Spero che la cronologia del tempo che scorre in avanti, verso un progresso ideale che in realtà sa di regressione, possa essere sostituito da una relazione simbolica più ampia dove il movimento è pura illusione e dove l’essenziale è saper riconoscere l’eterno meraviglioso messaggio che la vita scrive nell’essenza dell’uomo. Messaggio che, una volta capito, può e deve essere agito esistenzialmente in una relazione identitaria che trascenda lo spazio angusto dell’”io” per ritrovarsi felicemente al centro del cosmo.

 

Il frutto marcio del tempo presente porta il seme vivo di un nuovo domani.

 

Questa mostra è una visione dedicata a questo momento e illustra le eterne forze della creazione e della distruzione nel mondo dei fenomeni e come terzo il tema del percorso interiore che solo può portare l’uomo alla gioia del divenire per essere.

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